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Nel mare di Ischia, sotto pH 7,7 cambia la comunità di minuscoli organismi con guscio

Analizzando i foraminiferi vicino a emissioni naturali di CO₂, ricercatori hanno individuato uno spostamento marcato delle comunità verso forme meno calcificate. La soglia locale è stata poi confrontata con scenari futuri per il Mediterraneo, che restano proiezioni.

NOTIZIA IN BREVE

Lungo due transetti presso sorgenti sottomarine di CO₂ a Ischia, il pH misurato variava da 6,53 a 7,93.

Analisi del DNA ambientale e delle caratteristiche dei gusci mostrano un cambiamento della composizione dei foraminiferi intorno al valore di pH 7,7.

In uno scenario di emissioni molto elevate, molte coste mediterranee scenderebbero sotto tale soglia entro fine secolo, ma questa non è una condizione già osservata nel bacino.

PERCHÉ CONTA

L'acidificazione modifica la disponibilità dei carbonati necessari agli organismi che costruiscono strutture calcaree.

Riconoscere una transizione biologica misurabile aiuta a dare significato ecologico ai numeri del pH, pur senza trasformare un singolo valore in una soglia universale per ogni ecosistema.

CHE COSA È ORA POSSIBILE

Before: community reaction to pH was often described mainly by taxa counts. Now: in situ functional traits and genetic measurements identify a community transition near pH 7.7 at Ischia.

COSA LO HA RESO POSSIBILE

Le sorgenti naturali di anidride carbonica presso Ischia creano un gradiente locale di acidità che permette di confrontare comunità vicine ma esposte a condizioni differenti.

Gli autori hanno combinato sequenziamento di marcatori molecolari e osservazione delle forme dei gusci, poi applicato i risultati a scenari climatici spazializzati.

LA STORIA

Vicino alle sorgenti sottomarine di CO₂ di Ischia, alcune comunità di organismi marini vivono in acqua molto più acida di quella circostante. Questo ambiente costituisce un laboratorio naturale per osservare come il cambiamento della chimica del mare possa modificare la vita sul fondale. Uno studio pubblicato su Scientific Reports l'8 ottobre 2026 ha confrontato il DNA e le caratteristiche fisiche dei foraminiferi bentonici lungo due transetti, individuando un cambiamento della composizione della comunità intorno a pH 7,7.

I foraminiferi sono organismi unicellulari che possono produrre gusci calcarei oppure costruire involucri utilizzando particelle del fondale. La diminuzione del pH rende la calcificazione più impegnativa e può favorire comunità composte da forme diverse. Nei campioni analizzati i valori misurati andavano da pH 6,53 a 7,93. Al variare dell'acidità, la proporzione delle forme calcaree diminuiva e i tratti morfologici della comunità cambiavano in maniera più evidente di quanto suggerisse il semplice conteggio delle specie.

Il gruppo ha confrontato il sequenziamento dei marcatori genetici con i tratti osservati al microscopio. Entrambi indicavano una transizione della comunità in prossimità di pH 7,7: sotto tale valore acquistavano importanza organismi che non basano la struttura del guscio sulla deposizione di carbonato di calcio. Esistono però limiti nel catalogo molecolare: una quota elevata delle sequenze non poteva essere attribuita a un taxon noto. Il lavoro non identifica quindi una soglia valida automaticamente per ogni specie del pianeta, ma una relazione ecologica osservata in questo ambiente specifico.

I ricercatori hanno poi sovrapposto la soglia ai modelli di acidificazione del Mediterraneo fino al 2090-2100. Nello scenario SSP5-8.5, caratterizzato da emissioni di gas serra molto elevate, sono previste estese aree costiere con pH medio o minimo inferiore a 7,7, anche nel Mediterraneo occidentale e in aree dell'Adriatico. In alcuni calcoli, la superficie costiera coinvolta supera 400.000 chilometri quadrati. Sono risultati modellistici condizionati allo scenario, non una misurazione attuale di un collasso biologico in tutte queste aree.

Il valore aggiunto della ricerca consiste nel collegare dati reali sulle comunità bentoniche a un indicatore funzionale utile nelle proiezioni. Le emissioni locali naturali non riproducono ogni aspetto del cambiamento globale: temperatura, disponibilità di ossigeno, inquinamento e habitat possono modificare le risposte. Lo studio fornisce dunque un segnale di vulnerabilità, non una previsione certa di estinzione. Ridurre le emissioni e continuare le osservazioni biologiche rimangono essenziali per capire quali comunità potranno adattarsi.

COSA SAPPIAMO

A Ischia è stato misurato un gradiente di pH da 6,53 a 7,93 e osservata una riorganizzazione della comunità. [1]

DNA e tratti morfologici suggeriscono un cambiamento vicino a pH 7,7.

Gli scenari climatici proiettano aree di rischio molto diverse a seconda delle emissioni.

COSA NON SAPPIAMO

Il valore di pH 7,7 non è necessariamente una soglia universale.

Le proiezioni non verificano oggi l'effettiva scomparsa dei calcificatori nelle coste indicate.

Altri fattori ambientali possono modificare le risposte della comunità.

COSA SUCCEDE ORA

Replicare l'approccio in altri siti con gradienti di acidità.

Seguire nel tempo le comunità bentoniche e i processi di calcificazione.

Confrontare le proiezioni con misure locali di pH, temperatura e biodiversità.

TRACCIA DELLE FONTI

  1. I transetti a Ischia misurano pH da 6,53 a 7,93.

  2. La composizione funzionale varia vicino a pH 7,7.

  3. L'estensione del rischio costiero per il 2100 è una proiezione e non un'osservazione attuale.

FONTI

  1. Ocean acidification pushes Mediterranean marine calcifiers toward a tipping pointScientific Reports · 2026-10-08 · Class A · peer-reviewed in situ field community measurements plus climate scenarios · primary field observations and modelingApri fonte

PROVE ATTUALI

STUDIO PEER-REVIEWED

COSA CAMBIEREBBE QUESTO?

  • Altri siti potrebbero mostrare una soglia biologica diversa.
  • Osservazioni a lungo termine potrebbero confermare le trasformazioni previste.
  • Scenari di emissioni differenti cambierebbero l'estensione delle aree a rischio.